Materie prime: ecco i motivi dell’aumento dei prezzi

Dall’ultimo trimestre dello scorso anno è stato registrato un aumento considerevole delle materie prime. Un trend che non si è arrestato con il concludersi del 2020 ma che ha visto coinvolto tutto il 2021. Una problematica scaturita essenzialmente da una carenza su scala mondiale di materiali che, oltre ad incidere sull’aumento dei prezzi, ha provocato il blocco di funzionamento di un mercato ormai globalizzato.

I motivi dell’impennata dei costi materie prime come carta, cotone ma soprattutto plastica sono stati tanti e diversi. Primo fra tutti è stato il blocco totale delle attività, scaturito a seguito dell’avvio dell’emergenza sanitaria da Covid-19. Un problema su scala globale che ha influito anche sull’aumento dei prezzi, soprattutto nel momento in cui il mondo si è rimesso in moto a pandemia allentata generando così una domanda di materie prime fuori misura.

L’andamento del mercato dei polimeri tra ritardi e fermo impianti

L’aumento dei costi delle materie prime ha avuto ripercussioni importanti soprattutto per quanto concerne l’attività delle imprese, che si sono trovate a fare i conti con difficoltà produttive, danni per il business e la filiera. Sono stati in particolare i polimeri ad aver toccato livelli da record. E’ stato stimato che nel gennaio del 2021 il costo delle materie plastiche fosse aumentato di circa il 30%. Ma quali sono i motivi per i quali mancano materie plastiche come PVC (il polimero del cloruro di vinile) e poliuretano (un polimero di sintesi)? Ci sono differenti motivi che si legano tra loro e che sono responsabili dell’andamento del mercato dei polimeri

Al mondo, i produttori di materie plastiche sono pochi e grandi, si tratta di big player americani ed europei che ne detengono il monopolio. Nell’ultimo periodo quest’ultimi sono stati i protagonisti di un’importante crisi produttiva determinata dal fermo impianti causato sempre dall’avvio dell’emergenza sanitaria da Covid-19 che ha ridotto la produzione e in molti casi l’ha arrestata completamente. A tali fattori si è aggiunto un forte aumento degli ordinativi da parte dei trasformatori che temendo nuovi aumenti hanno minato in modo sostanziale la catena di approvvigionamento. A questi si aggiungono i ritardi nelle consegne, le condizioni meteo particolarmente avverse in alcuni paesi del Nord America, il picco in rialzo dei noli dei trasporti marittimi dalla Cina verso l’Europa.

Tutti fattori che hanno causato delle ripercussioni anche nella produzione europea che ha dovuto far fronte a un aumento considerevole della domanda di materiali plastici.

Materie prime, attesa per una normalizzazione dei costi

La difficoltà principale riscontrata in Italia è dovuta al fatto che, per quel che riguarda l’approvvigionamento di materie prime, il nostro Paese dipende in via diretta dai grandi player stranieri. Prima quindi di iniziare ad osservare una normalizzazione dei prezzi dei polimeri e ad un abbassamento dei costi delle materie prime sarà necessario aspettare la ripresa dei flussi di esportazione ancora bloccati dalla pandemia.

C’è però da tenere presente anche il fatto che potrebbero verificarsi nuove complicazioni per quanto concerne la catena di approvvigionamento. La pandemia d’altra parte è causa di sempre nuovi ritardi nei tempi di alcune strutture. E con un crescente numero di impianti petrolchimici che sono oggetto di manutenzione (subendo così interruzioni e rallentamenti importanti) potrebbe aggravarsi la scarsità delle forniture, a causa di probabili ritardi in avvio. 

Stiamo assistendo a una situazione di particolare complessità, in cui le forniture stanno subendo importanti ritardi e la caccia al materiale a disposizione sta facendo salire in modo considerevole il prezzo delle materie prime. Una politica comune europea risulta dunque fondamentale per stabilire nuovi accordi industriali e strategici volti a garantire un minimo di solidità su scala mondiale.

La strategia attuata da Essay Group

Essay Group, per far fronte a questi continui aumenti, ha messo a punto un piano di approvvigionamento massivo per tutte le materie prime coinvolte nei principali processi di lavorazione, stoccando a magazzino il materiale necessario per la produzione dei prossimi 9 mesi.

Tale operazione consentirà all’azienda di mantenere la piena operatività, di rispettare gli accordi economici presi con i clienti e poter rispondere in tempi certi alle richieste di eventuali nuovi.

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